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22 novembre 2013

Non scegliere

Partiamo da un argomento di moda, il caso Cancellieri, per fare un discorso un po' più vasto.
Nel merito ci sarebbe poco da dire. Un ministro si mobilita per far concedere gli arresti domiciliari alla figlia di un noto imprenditore, con cui il figlio del ministro ha stretti rapporti d'affari. Davanti al parlamento il ministro nega un suo interessamento particolare alla vicenda, ma risultano almeno tre lunghe telefonate con la famiglia dell'imprenditore. Insomma, fatti provati di fronte a cui non ci dovrebbero essere dubbi sul fatto che un simile ministro sia un danno per il paese, per cui non mi sembra interessante discutere di questo.
Quello su cui mi vorrei soffermare è invece l'atteggiamento di quei politici che sarebbero per le sue dimissioni, ma solo se la procura competente (quella di Torino) dovesse iscriverla nel registro degli indagati (cosa che, per ora, il procuratore capo Caselli ha evitato di fare). Ci sono almeno due motivi per cui questo tipo di presa posizione, di cui peraltro questo è solo uno dei tanti casi, praticamente per ognuno dei tanti parlamentari indagati, è estremamente grave.

28 marzo 2013

Da New Dehli a Ferrara (passando per Roma)

C'è un legame forte tra le due vicende che, negli ultimi giorni, hanno visto protagonisti da una parte il governo (ed in particolare l'ex ministro Giulio Terzi di Sant'Agata) e dall'altra il sindacato di polizia Cosip.
Breve e sommario riepilogo delle due vicende:

21 febbraio 2013

Trattativa

Sono perplesso. Digito la parola trattativa in un motore di ricerca e arrivo a questa definizione

trattativa: negoziato, patteggiamento, colloquio per arrivare a un accordo
(fonte http://it.thefreedictionary.com/trattativa)

Ma allora non capisco il motivo per cui, ieri, durante incontro sul futuro delle officine ex Diatto all'urban Center di Torino, quando una persona del pubblico ha chiesto all'assessore Curti "Allora ci sarà una trattativa con i residenti" lei ha risposto urlando con sdegno "Trattativa? Ma mica siamo in guerra".
Nella mia modesta esperienza ricordo di aver letto spesso di trattative che vedevano coinvolti i sindacati, e in nessuno di quei casi si aveva un contesto di guerra.
Dopo averci riflettuto penso che l'unica ipotesi con cui credo si possa spiegare la repulsione dell'assessore per questa pratica è la seguente. Le trattative avvengono tra due parti che, magari obtorto collo, ma si riconoscono l'un l'altra pari legittimità, io temo che l'assessore Curti, come molti suoi colleghi, non sia in grado di riconoscere a dei cittadini pari legittimità con degli amministratori. Che lei, come i suoi colleghi, ritenga di vivere, di esistere, su un piano diverso da quello delle persone che si trova ad ammministrare.
A mio avviso questo, indipendentemente dal fatto che abbia ragione o torto a ritenerlo, è la prova definitiva del fallimento della classe politica di cui fa parte.

21 gennaio 2013

"Io non sono più niente"

Come scritto in un post precedente, ormai mi sono fatto un'idea di come comportarmi alle prossime elezioni. Però, siccome su "Cambiare si può" avevo avuto delle speranze, e siccome continuano ad averne persone di cui ho una buona opinione, ho ripensato spesso alla breve storia di quella formazione e mi sono chiesto dove sia stato l'errore, il problema che ha inceppato tutto. Ora credo di averlo trovato, in un aneddoto che è relativo a Paolo Ferrero (tra i capipartito aderenti a "Rivoluzione civile" senza confronto quello di cui ho più stima) ma che mi porta a conclusioni che credo si possano estendere a tutti i 'politici' partecipanti a quella lista.

Chiomonte, località la Maddalena, 27 giugno 2011, più o meno le 8 di mattina.

16 novembre 2012

Omologazione

Pubblico una lettera ricevuta da una mailing list, mascherando solo il nome del ragazzo.
La mia prima reazione, leggendola, è stata il disgusto per quanto sia sceso in basso uno stato che per combattere il dissenso ricorra a ritorsioni e/o minacce verso minorenni. Subito dopo però è arrivato un pensiero più razionale. Forse questa azione non va collegata a nient'altro, ma semplicemente presa come un atto a se stante, e giudicata in quanto tale.
Se così fosse vorrebbe dire che, come ipotizza l'autrice della lettera, lo stato considera il dissenso, se pubblicamente espresso, una forma di disagio giovanile, una specie di malattia da curare ed estirpare prima che sia troppo tardi.
A conti fatti, spero ardentemente che sia solo un meschino ricatto.


9 maggio 2012

La FIOM e la giustizia Italiana

Antefatto. L'anno scorso la FIAT ha escluso dai benefici sindacali gli esponenti dei sindacati che non avevano sottoscritto il nuovo contratto, tra cui la FIOM. La FIOM però non si è rassegnata, e ha fatto causa alla FIAT in tutti i luoghi in cui questi diritti gli sono stati revocati. In queste ultime settimane stanno iniziando ad arrivare gli esiti di alcune di queste cause (vedi qui, qui e qui), da questi primi esiti si evidenzia un fatto: in italia non solo non è uguale per tutti, ma tra le stesse persone (anche se giuridiche) non è uguale nemmeno da luogo a luogo, infatti il giudice che si occupa del caso di Atessa dà ragione alla FIOM, mentre quello di Torino dà ragione alla FIAT. Credo che queste due sentenze, confrontate fra loro, siano la migliore spiegazione del perchè in Italia non abbia senso aspettarsi giustiza dalla magistratura.

6 aprile 2012

A che gioco gioca la CGIL?

Mercoledì 11 aprile il governo darà una facciata legale al già avvenuto esproprio dei terreni di Chiomonte su cui dovrà sorgere il cantiere del cunicolo esplorativo per il tunnel della Torino-Lyon. I proprietari saranno chiamati ad entrare uno ad uno nel fortino recintato e fare la constatazione delle condizioni in cui lo stato prende in carico il terreno. Questo già di per se è una farsa, perchè da quando, più di un mese fa, è avvenuto l'esprorio per ragioni di ordine pubblico, sono già stati abbattuti alberi, costruiti muri, aperte strade di cantiere. Tutte operazioni avvenute senza autorizzazione, e per cui i proprietari, a meno di non dichiarare di aver constatato l'11 cose diverse da quelle che in realtà vedranno, non saranno mai indennizzzati.