Ieri sera sono andato a vedere "Diaz - don't clean up this blood". Prima di vederlo ne avevo lette parecchie recensioni, da quelle postive come questa del collettivo militant, a quelle negative come questa di Enrico Zucca e Lorenzo Guadagnucci (che, per chi non lo sapesse, è uno dei personaggi del film, con nome modificato, come tutti). Stamattina poi ne ho trovata un'altra, di jumpinshark, che è forse quella che mi ha convinto di più.
Premessa: 'Diaz' vuole chairamente essere un film per il grande pubblico, quindi concentrasi solo una parte (comunque già pesantissima) di quanto in effetti accadde in quei giorni a Genova era una necessità, sia per ragioni di durata della pellicola che di recepibilità della stessa. Ho visto il film in una sala piccola, quindi il mio campione non è statisticamente attendibile, ma a giudicare dai commenti direi che il film funziona, il messaggio arriva e arriva con forza, e direi che arriva tanto più forte quanto meno lo spettatore è informato sui fatti, il che è indubbiamente un bene.
Da spettatore abbastanza informato ho però trovato alcune cose che mi hanno dato molto fastidio.
(Avviso spoiler. I fatti su cui si basa il film dovrebbero essere noti a tutti, quindi non credo di rovinare alcuna sorpresa, però se continuate la lettura sappiate che ve ne rivela alcune parti)
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23 aprile 2012
2 gennaio 2012
Le idi di marzo
Venerdì sera sono andato a vedere il nuovo film di George Clooney. L'ho trovato bello, e durissimo. Credo sia, tra tutti gli 'oggetti di comunicazione' con diffusione paragonabile, la più dura critica del mondo politico che abbia visto (ma anche del mondo della finanza, visto Clooney stesso ha detto "Avrei potuto ambientarlo anche a Wall Street"). I discorsi fortissimi del candidato presidente sembrano essere un chiaro riferimento ad Obama, ma il film non da mai l'idea di parlare solo di una persona o di un partito, anche se è ambientato all'interno delle primarie dei democratici.
Insomma, non voglio rovinare la visione, ma il film è un'ecatombe morale da cui non si salva nessuno, perchè il sistema (politico o economico) garantisce che nessuno che moralmente si possa salvare riesca ad arrivare ad un ruolo di un qualche rilievo, la tesi di fondo sembra essere che il sistema non è più riformabile. I che implicherebbe ovviamente che debba essere abbattuto, chissà se era intenzione di Clooney dire questo.
Insomma, non voglio rovinare la visione, ma il film è un'ecatombe morale da cui non si salva nessuno, perchè il sistema (politico o economico) garantisce che nessuno che moralmente si possa salvare riesca ad arrivare ad un ruolo di un qualche rilievo, la tesi di fondo sembra essere che il sistema non è più riformabile. I che implicherebbe ovviamente che debba essere abbattuto, chissà se era intenzione di Clooney dire questo.
31 ottobre 2011
Melancholia
Sabato sera sono andato a vedere questo film. Come d'abitudine di Von Trier un film molto lento ma che descrive in modo estremamente preciso e dettagliato i suoi personaggi, in questo caso due sorelle, e le loro reazioni emotive a quel che gli accade. Solo che in questo caso quello che gli accade è senza senso, non perchè non possa in assoluto succedere, anche se è improbabile, ma perchè se in nessun caso potrebbe succedere nel modo descritto nel film, modo che (senza spiegare troppo per non togliere nulla a chi, nonostante questo post, volesse ancora vederlo) è imprescindibile per gli sviluppi psicologici dei personaggi. E allora mi viene da chiederemi, perchè fare un film così? Perchè si pensa che la realtà dei fatti non valga la pena di essere presa in considerazione? Nemmeno per verificare se la propria idea ha un senso oppure no?
E' un peccato perchè nel film non mancano dei passaggi genialli, a volte anche comici, novità recente per Von Trier, però immerso in quel contesto privo di senso non resta nulla
E' un peccato perchè nel film non mancano dei passaggi genialli, a volte anche comici, novità recente per Von Trier, però immerso in quel contesto privo di senso non resta nulla
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