Oggi è stato pubblicato l'e-book Tifiamo 4, libro collettivo la cui genesi è illustrata qui da @millmr, curatore (anzi, curandero) della raccolta. Per riassumerla molto in breve, si trattava di scegliere 4 carte (foto) tra 11 che ritraggono dettagli di costa e scriverci su un racconto.
Io l'ho fatto (è a pag. 33), e dopo i quatto assi di MarianoTomatis queste sono le mie quattro carte da dedicare a Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò. Il mio racconto l'ho scritto a metà dicembre, pochi giorni dopo il loro arresto, leggendolo credo non sia difficile capire cosa centri con il loro caso. Eccolo qui
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28 febbraio 2014
24 gennaio 2014
Il treno subacqueo
Ora che è ufficiale che la baita Clarea è compatibile col paesaggio delle due motivazioni con cui si è dichiarata la sua abusività ne resta solo una, ovvero l'essere costruita 'in area esondabile'. Che indubbiamente è un motivo valido, sarebbe idiota costruire in area esondabile, giusto?
Però c'è un piccolo dettaglio, la baita Clarea si trova oggi all'interno del cantiere per il sondaggio che, se il progetto dovesse comlpetarsi, diverrebbe un tunnel per l'accesso di servizio alla galleria ferroviaria. Questo tunnel, è bene ricordarlo, è previsto che corra per circa 3 chilometri, in discesa, fino a raggiungere la galleria principale, quella in cui doverebbero transitare i treni (in entrambe le direzioni, secondo il progetto 'low cost')
A questo punto forse è lecito chiedersi cosa potrebbe succedere se ci dovesse davvero essere un'esondazione del torrente Clarea tale da investire la baita con forza sufficiente a causare danni. Bè, sicuramente una buona parte dell'accqua che investirebbe la baita finirebbe per entrare nel tunnel di servizio ed acquistare velocità, approfittando dei 3 chilomentri di discesa priva di ostacoli, raggiungendo con pieno slancio il tunnel in cui i treni dovrebbero transitare a 220 km/h, ed a quel punto indirizzandosi verso l'uscita di Susa (in quel tratto il tunnel è previsto vada in salita da Susa verso la Francia), fino ad incocciare un treno in arrivo da Susa, o, nel migliore dei casi, ad essere raggiunta da uno proveniente dalla Francia.
A voi non sembra curioso che, a chi si è tanto preoccupato del danno che può procurare una piccola baita in una valle disabitata non si sia posto questo problema?
Però c'è un piccolo dettaglio, la baita Clarea si trova oggi all'interno del cantiere per il sondaggio che, se il progetto dovesse comlpetarsi, diverrebbe un tunnel per l'accesso di servizio alla galleria ferroviaria. Questo tunnel, è bene ricordarlo, è previsto che corra per circa 3 chilometri, in discesa, fino a raggiungere la galleria principale, quella in cui doverebbero transitare i treni (in entrambe le direzioni, secondo il progetto 'low cost')
A questo punto forse è lecito chiedersi cosa potrebbe succedere se ci dovesse davvero essere un'esondazione del torrente Clarea tale da investire la baita con forza sufficiente a causare danni. Bè, sicuramente una buona parte dell'accqua che investirebbe la baita finirebbe per entrare nel tunnel di servizio ed acquistare velocità, approfittando dei 3 chilomentri di discesa priva di ostacoli, raggiungendo con pieno slancio il tunnel in cui i treni dovrebbero transitare a 220 km/h, ed a quel punto indirizzandosi verso l'uscita di Susa (in quel tratto il tunnel è previsto vada in salita da Susa verso la Francia), fino ad incocciare un treno in arrivo da Susa, o, nel migliore dei casi, ad essere raggiunta da uno proveniente dalla Francia.
A voi non sembra curioso che, a chi si è tanto preoccupato del danno che può procurare una piccola baita in una valle disabitata non si sia posto questo problema?
27 dicembre 2013
Giornalismo tossico
Parto da un brevissimo scambio di battute su twitter a proposito dell'interpretazione che i media mainstream hanno dato e stanno dando degli eventi intorno al 9 dicembre, e mi prendo un po' più di spazio per spiegarmi più charamente.
Indipendentemente dal giudizio che si da di quella protesta (nel mio caso, per essere chiari, negativo), sicuramente quel che dice @ZeroFanzine è vero, nel senso che i media hanno attribuito ai forconi tutto quello che è avvenuto in quei giorni, restando all'ambito torinese, che è quello che conosco meglio, persino la manifestazione dei rifugiati che occupano il MOI che all'ennesima insistenza sono finalmente riusciti a farsi riconoscere la residenza nel comune di Torino. Manifestazione che, come si vede qui (e come era facile immaginare), ha tutt'altra origine.
La domanda però per me è un altra: davvero dobbiamo interessarci di quello che i media mainstream dicono del movimento? Io non credo. Senza nemmeno discutere della loro buonafede, sembrano davvero ormai incapaci di percepire correttamente la realtà. In un incontro di presentazione di Nemico pubblico, WuMing1 diceva che ormai pare si possa dare un secondo significato all'espressione "narrazioni tossiche", usandola anche per paragonare il rapporto del giornalista con la notizia alterata a quello di un tossicodipendente nei riguardi della sostanza che assume, la sua necessità di alterare ogni volta di più la notizia per seguire quell'andamento di crescita esponenziale che il "turboliberismo" sembra pretendere da ogni prodotto che si voglia appetibile.
E allora, ancor più se i fatti sono percepiti (o resi) non correttamente non per una scelta, ma per un'incapacità, che senso ha preoccuparsi di come ci rappresenteranno questi media? Quello che diranno è deciso a priori (da una scelta o da un ancora più inevitabile meccanismo inconscio), e una volta scelto cosa dire un pretesto per dirlo lo si trova sempre. Io credo che usare questi media per capire se stiamo agendo bene sia dannoso, usarli per argomentare pro o contro qualcosa scorretto, insomma, penso dovrebbero sparire del tutto dal nostro discorso.
Indipendentemente dal giudizio che si da di quella protesta (nel mio caso, per essere chiari, negativo), sicuramente quel che dice @ZeroFanzine è vero, nel senso che i media hanno attribuito ai forconi tutto quello che è avvenuto in quei giorni, restando all'ambito torinese, che è quello che conosco meglio, persino la manifestazione dei rifugiati che occupano il MOI che all'ennesima insistenza sono finalmente riusciti a farsi riconoscere la residenza nel comune di Torino. Manifestazione che, come si vede qui (e come era facile immaginare), ha tutt'altra origine.
La domanda però per me è un altra: davvero dobbiamo interessarci di quello che i media mainstream dicono del movimento? Io non credo. Senza nemmeno discutere della loro buonafede, sembrano davvero ormai incapaci di percepire correttamente la realtà. In un incontro di presentazione di Nemico pubblico, WuMing1 diceva che ormai pare si possa dare un secondo significato all'espressione "narrazioni tossiche", usandola anche per paragonare il rapporto del giornalista con la notizia alterata a quello di un tossicodipendente nei riguardi della sostanza che assume, la sua necessità di alterare ogni volta di più la notizia per seguire quell'andamento di crescita esponenziale che il "turboliberismo" sembra pretendere da ogni prodotto che si voglia appetibile.
E allora, ancor più se i fatti sono percepiti (o resi) non correttamente non per una scelta, ma per un'incapacità, che senso ha preoccuparsi di come ci rappresenteranno questi media? Quello che diranno è deciso a priori (da una scelta o da un ancora più inevitabile meccanismo inconscio), e una volta scelto cosa dire un pretesto per dirlo lo si trova sempre. Io credo che usare questi media per capire se stiamo agendo bene sia dannoso, usarli per argomentare pro o contro qualcosa scorretto, insomma, penso dovrebbero sparire del tutto dal nostro discorso.
20 ottobre 2013
Allora hanno proprio paura?
"Sono loro i moderni Black bloc? Quelli da cui dovremmo guardarci? Sono loro che a ogni pie’ sospinto metteranno a ferro a fuoco le città?"
"Ma detto ciò, si respira una strana sensazione, una consapevolezza diversa su dove andare a cercare i Black bloc del futuro. O meglio su quella che sarà la nuova frontiera delle pratiche illegali contro le istituzioni. "
"Oggi quei Black bloc sembrano superati. Non solo dagli anarcoinsurrezionalisti pronti a spedire pacchi-bomba, ad organizzare agguati armati [...], a diffondere i loro programmi sul web"
"La «nuova internazionale» dell’antisistema che viaggia sul web, la «nuova Spectre» si chiama «Anonymous». E con loro dovremo fare i conti."
Non è strano che la sezione italiana del network di utenti online che opera in forma anonima e rivendica la paternità di azioni di pirateria informatica, abbia deciso di assumere come propria la piattaforma politica della manifestazione romana di ieri?
Magari, i vecchi black bloc, quelli che conoscemmo a Genova in occasione del G8 del luglio del 2001, o nelle altre città che ospitarono i vertici del G8, sono ancora in azione, anche se più vecchi e più acciaccati. Sicuramente non ieri a Roma, vista la giovane età degli «incappucciati» fermati.
Citazioni prese da da questo articolo di "La Stampa".
A parte il fatto, già arcinoto, che presso quella testata i giornalisti nello scrivere hanno un livello di inibizione così basso che per gli esseri umani normali risulta irraggiungibile anche sotto l'effetto del peyote, a parte il fatto, altrettanto noto, che non hanno la minima idea degli argomenti su cui scrivono (a dimostrarlo basti la frase "«Tango down», il nome in codice dell’azione di ieri dei cyber terroristi italiani"), cosa ci dicono queste frasi?
Secondo me ci dicono tutte con tagli diversi, quello che iim modo più chiaro dice la prima frase, una volta epurata del termine 'blac bloc', che i giornalisti (non solo a "La stampa"), usano un po' come Peyo usava il verbo 'puffare', ci dice che nelle stanze di chi serve il potere, ed ha la tendenza ad essere più realista del re, c'è la paura che questa volta inizi qualcosa di serio.
Questo vorrebbe dire che la strada è quella buona, ma attenzione, se la strada è quella buona verranno prese contromisure per bloccarla, e le contromisure di un potere inetto spesso sono sproporzionate. Occhio a non restarci sotto.
"Ma detto ciò, si respira una strana sensazione, una consapevolezza diversa su dove andare a cercare i Black bloc del futuro. O meglio su quella che sarà la nuova frontiera delle pratiche illegali contro le istituzioni. "
"Oggi quei Black bloc sembrano superati. Non solo dagli anarcoinsurrezionalisti pronti a spedire pacchi-bomba, ad organizzare agguati armati [...], a diffondere i loro programmi sul web"
"La «nuova internazionale» dell’antisistema che viaggia sul web, la «nuova Spectre» si chiama «Anonymous». E con loro dovremo fare i conti."
Non è strano che la sezione italiana del network di utenti online che opera in forma anonima e rivendica la paternità di azioni di pirateria informatica, abbia deciso di assumere come propria la piattaforma politica della manifestazione romana di ieri?
Magari, i vecchi black bloc, quelli che conoscemmo a Genova in occasione del G8 del luglio del 2001, o nelle altre città che ospitarono i vertici del G8, sono ancora in azione, anche se più vecchi e più acciaccati. Sicuramente non ieri a Roma, vista la giovane età degli «incappucciati» fermati.
Citazioni prese da da questo articolo di "La Stampa".
A parte il fatto, già arcinoto, che presso quella testata i giornalisti nello scrivere hanno un livello di inibizione così basso che per gli esseri umani normali risulta irraggiungibile anche sotto l'effetto del peyote, a parte il fatto, altrettanto noto, che non hanno la minima idea degli argomenti su cui scrivono (a dimostrarlo basti la frase "«Tango down», il nome in codice dell’azione di ieri dei cyber terroristi italiani"), cosa ci dicono queste frasi?
Secondo me ci dicono tutte con tagli diversi, quello che iim modo più chiaro dice la prima frase, una volta epurata del termine 'blac bloc', che i giornalisti (non solo a "La stampa"), usano un po' come Peyo usava il verbo 'puffare', ci dice che nelle stanze di chi serve il potere, ed ha la tendenza ad essere più realista del re, c'è la paura che questa volta inizi qualcosa di serio.
Questo vorrebbe dire che la strada è quella buona, ma attenzione, se la strada è quella buona verranno prese contromisure per bloccarla, e le contromisure di un potere inetto spesso sono sproporzionate. Occhio a non restarci sotto.
27 agosto 2013
A chi la spara più grossa
Il primo tassello è stata la scomposta reazione di Caselli a questo pezzo di Erri De Luca.
Poi ha proseguito Paolo Griseri su Repubblica, riportando di presunte consulenze sospette a esponenti notav per l'autostrada del Frejus, venendo poi smentito da uno degli 'accusati', Claudio Cancelli. (a cui Repubblica non ha comunque pubblicato la lettera in cui si difendeva, la completezza dell'informazione prima di tutto)
Ieri hanno insistito molti giornali, tra cui Repubblica, ed il senatore Stefano Esposito, millantando un imminente inizio dei lavori in Francia. Peccato che, come ha ben riassunto @mazzetta qui, avessero scambiato 15 anni per 15 giorni.
Oggi rilancia la procura di Torino, iscrivendo nel registro degli indagati per un episodio del 1 agosto Marco Bruno, in quanto identificato da un testimone. Peccato che un biglietto dimostri che la sera del 31/7 era salpato da Genova in direzione palermo (ma sui giornali, ad esempio Repubblica, le correzioni latitano...)
Difficile dire chi la spara più grossa, ma ripetere ancora che non c'è nessuna aggressione nei confronti dei notav offende la logica.
Poi ha proseguito Paolo Griseri su Repubblica, riportando di presunte consulenze sospette a esponenti notav per l'autostrada del Frejus, venendo poi smentito da uno degli 'accusati', Claudio Cancelli. (a cui Repubblica non ha comunque pubblicato la lettera in cui si difendeva, la completezza dell'informazione prima di tutto)
Ieri hanno insistito molti giornali, tra cui Repubblica, ed il senatore Stefano Esposito, millantando un imminente inizio dei lavori in Francia. Peccato che, come ha ben riassunto @mazzetta qui, avessero scambiato 15 anni per 15 giorni.
Oggi rilancia la procura di Torino, iscrivendo nel registro degli indagati per un episodio del 1 agosto Marco Bruno, in quanto identificato da un testimone. Peccato che un biglietto dimostri che la sera del 31/7 era salpato da Genova in direzione palermo (ma sui giornali, ad esempio Repubblica, le correzioni latitano...)
Difficile dire chi la spara più grossa, ma ripetere ancora che non c'è nessuna aggressione nei confronti dei notav offende la logica.
25 agosto 2013
Tifiamo Asteroide
Dopo il boato assordante, con le orecchie che fischiavano, sentivamo ancora quella musica.
Dove fino a un istante prima si trovava Enrico Letta, capo del governo di larghe intese, si apriva una spaventosa voragine. Dall'enorme cratere si levavano nubi di fumo nero.
Questo è il finale di (quasi) tutti i 100 racconti (ma è in preparazione una seconda edizione in cui compaiono alcuni racconti in più, che erano andati 'persi' nel primo invio) della raccolta "Tifiamo Asteroide". I WuMing, che l'hanno lanciata, la presentano così, e Mauro Vanetti, il curatore ne parla così.
In una raccolta di racconti ognuno è ovviamente libero di scegliersi il proprio percorso, e forse in questo caso, data la mole della raccolta, forse è impossibile non saltare qualcosa, ma tra i racconti da non perdere mi permetto di segnalare (oltre al mio, ça va sans dire :-) ) sono quelli di Girolamo Di Michele (ça va sans dire, stavolta sul serio), quello di VecioBaeordo, e quello di Gaber Ricci. Inoltre, al di là del valore letterario, è imprescindibile chiudere la lettura con il pezzo di Renè Thom (che non a caso chiude la raccolta) che, anche se viola la regola del 'concorso', ne riassume alla perfezione il senso. L'ebook è scaricabile dalla stessa pagina di Giap in cui c'è la presentazione dei WuMing, il mio racconto è anche qui.
Buona lettura.
Questo è il finale di (quasi) tutti i 100 racconti (ma è in preparazione una seconda edizione in cui compaiono alcuni racconti in più, che erano andati 'persi' nel primo invio) della raccolta "Tifiamo Asteroide". I WuMing, che l'hanno lanciata, la presentano così, e Mauro Vanetti, il curatore ne parla così.
In una raccolta di racconti ognuno è ovviamente libero di scegliersi il proprio percorso, e forse in questo caso, data la mole della raccolta, forse è impossibile non saltare qualcosa, ma tra i racconti da non perdere mi permetto di segnalare (oltre al mio, ça va sans dire :-) ) sono quelli di Girolamo Di Michele (ça va sans dire, stavolta sul serio), quello di VecioBaeordo, e quello di Gaber Ricci. Inoltre, al di là del valore letterario, è imprescindibile chiudere la lettura con il pezzo di Renè Thom (che non a caso chiude la raccolta) che, anche se viola la regola del 'concorso', ne riassume alla perfezione il senso. L'ebook è scaricabile dalla stessa pagina di Giap in cui c'è la presentazione dei WuMing, il mio racconto è anche qui.
Buona lettura.
3 agosto 2013
Piccolo promemoria
- Claus Schenk von Stauffenberg il 20 luglio del '44, quando tentò di uccidere Adolf Hitler, commise un atto illegale
- Rosa Parks, quando si sedette su un autobus per bianchi, commise un atto illegale
- Giuseppe Garibaldi, ed ognuno dei suoi mille, quando sbarcarono a Marsala, commisero un atto illegale (per il comandante non l'unico della vita, peraltro)
- Tutti i partecipanti alla rivoluzione francese, nessuno escluso, commisero un atto illegale
Basta perchè la smettiate di rompere le p... con la legalità?
- Rosa Parks, quando si sedette su un autobus per bianchi, commise un atto illegale
- Giuseppe Garibaldi, ed ognuno dei suoi mille, quando sbarcarono a Marsala, commisero un atto illegale (per il comandante non l'unico della vita, peraltro)
- Tutti i partecipanti alla rivoluzione francese, nessuno escluso, commisero un atto illegale
Basta perchè la smettiate di rompere le p... con la legalità?
12 luglio 2013
TAV Bussoleno-St.Jean de Maurienne
Vediamo di ricapitolare un attimo.
La Francia ha deciso che non costruirà la tratta Lyon-St.Jean de Maurienne della TAV prima del 2030.
Analogamente, anche senza spiegare bene di cosa si tratti, da parte italiana si parla ormai solo del progetto 'low cost'(a basso costo si fa per dire, son sempre 8 miliardi di euro). Questo progetto cosa meno del precedente (26 miliardi, sempre di preventivo), vi siete chiesti perchè? Be', semplicemente prevede meno cose.
Innanzitutto non prevede il tratto da Bussoleno a Torino. Usciti dal tunnel a Susa i treni si reimmetteranno sulla linea attuale, e su quella proseguiranno verso il capoluogo, andando quindi ad infilarsi in quello che è il vero collo di bottiglia dell'intera tratta (insieme a Chambery, cfr. quaderni dell'osservatorio 1 e 2).
Oltre a questo in meno c'è un intero tunnel, perchè nel progetto originario la galleria Susa-St.Jean era a doppia canna, in questo ce n'è una sola. Curiosamente al mondo non esistono gallerie alta velocità a doppio binario, ed i progettisti stessi dicono che non è possibile realizzarne, poichè se i treni si incrociassero ad alta velocità in galleria deraglierebbero. Quindi ci sarà un solo binario, che verrà utilizzato ora in un senso ora nell'altro.
Insomma, l'alta velocità Torino-Lyon sarà in realtà un'alta velocità Bussoleno(6 494 abitanti)-St.Jean de Maurienne(8 844 abitanti, dati wikipedia), a senso unico alternato per 57 dei suoi circa 70 chilometri.
E costerà solo 8 miliardi di euro, non vi sembra un affare?
La Francia ha deciso che non costruirà la tratta Lyon-St.Jean de Maurienne della TAV prima del 2030.
Analogamente, anche senza spiegare bene di cosa si tratti, da parte italiana si parla ormai solo del progetto 'low cost'(a basso costo si fa per dire, son sempre 8 miliardi di euro). Questo progetto cosa meno del precedente (26 miliardi, sempre di preventivo), vi siete chiesti perchè? Be', semplicemente prevede meno cose.
Innanzitutto non prevede il tratto da Bussoleno a Torino. Usciti dal tunnel a Susa i treni si reimmetteranno sulla linea attuale, e su quella proseguiranno verso il capoluogo, andando quindi ad infilarsi in quello che è il vero collo di bottiglia dell'intera tratta (insieme a Chambery, cfr. quaderni dell'osservatorio 1 e 2).
Oltre a questo in meno c'è un intero tunnel, perchè nel progetto originario la galleria Susa-St.Jean era a doppia canna, in questo ce n'è una sola. Curiosamente al mondo non esistono gallerie alta velocità a doppio binario, ed i progettisti stessi dicono che non è possibile realizzarne, poichè se i treni si incrociassero ad alta velocità in galleria deraglierebbero. Quindi ci sarà un solo binario, che verrà utilizzato ora in un senso ora nell'altro.
Insomma, l'alta velocità Torino-Lyon sarà in realtà un'alta velocità Bussoleno(6 494 abitanti)-St.Jean de Maurienne(8 844 abitanti, dati wikipedia), a senso unico alternato per 57 dei suoi circa 70 chilometri.
E costerà solo 8 miliardi di euro, non vi sembra un affare?
27 giugno 2013
Quella è l'uscita
Provo a rispondere a questo tweet di Luisa Capelli, perchè io una logica, per quanto spiacevole, ce la vedo.
Il ministro Bray parla di piano nazionale per la lettura, e lo fa per cercare di tenere nascosta la logica che sta dietro al provvedimento economico, per non cercare di mantenere la cortina fumogena con cui si cerca di far si che la massa non si accorga del declassamento che l'Italia sta subendo. Un declassamento che stavolta non viene non da parte di Moody's o Fitch (o forse si? in questo campo le gerarchie sono piuttosto intricate) e che non riguarda le condizioni della nostra finanza, ma quelle della nostra vita. Per alcuni decenni l'Italia è stata parte del nucleo privilegiato di paesi 'consumatori', cosa che ha consentito alla stragrande maggioranza della popolazione di vivere in condizioni economiche nettamente superiori a quelle della maggioranza della popolazione mondiale. Servivamo come consumatori, e quindi dovevamo aver possibilità di spendere, addirittura nelle nazioni più avanzate (ma in misura minore anche in Italia), in alcuni si davano soldi in cambio di niente, solo per mantenere attivo il flusso di denaro.
Il ministro Bray parla di piano nazionale per la lettura, e lo fa per cercare di tenere nascosta la logica che sta dietro al provvedimento economico, per non cercare di mantenere la cortina fumogena con cui si cerca di far si che la massa non si accorga del declassamento che l'Italia sta subendo. Un declassamento che stavolta non viene non da parte di Moody's o Fitch (o forse si? in questo campo le gerarchie sono piuttosto intricate) e che non riguarda le condizioni della nostra finanza, ma quelle della nostra vita. Per alcuni decenni l'Italia è stata parte del nucleo privilegiato di paesi 'consumatori', cosa che ha consentito alla stragrande maggioranza della popolazione di vivere in condizioni economiche nettamente superiori a quelle della maggioranza della popolazione mondiale. Servivamo come consumatori, e quindi dovevamo aver possibilità di spendere, addirittura nelle nazioni più avanzate (ma in misura minore anche in Italia), in alcuni si davano soldi in cambio di niente, solo per mantenere attivo il flusso di denaro.
26 aprile 2013
La specifica su Carmilla
Latito da un po', e anche questo è un post ultrarapido, solo per segnalare la pubblicazione di un mio racconto ("La spicifica", su Carmilla Online. Qui
16 gennaio 2013
Il voto utile
L'ultima goccia è stata questa dichiarazione di Vendola (che trovate qui)
Consideriamo attentamente la storia recente, penso a quei voti del movimento 5 stelle che hanno consentito di consegnare il Piemonte al leghista Roberto Cota
Il martellamento sul voto utile non è però iniziato oggi e non viene da una sola voce, quindi vediamo di chiarire un paio di cose, usando l'esempio portato dal leader di SEL, che è sicuramente il più frequentemente utilizzato da chi sostiene la stessa sua tesi.
Vediamo di partire dai dati (che trovate ad esempio qui).
Consideriamo attentamente la storia recente, penso a quei voti del movimento 5 stelle che hanno consentito di consegnare il Piemonte al leghista Roberto Cota
Il martellamento sul voto utile non è però iniziato oggi e non viene da una sola voce, quindi vediamo di chiarire un paio di cose, usando l'esempio portato dal leader di SEL, che è sicuramente il più frequentemente utilizzato da chi sostiene la stessa sua tesi.
Vediamo di partire dai dati (che trovate ad esempio qui).
4 gennaio 2013
Meno peggio
Torno a parlare di 'cambiare si può'. Stavolta non per chiedermi se votarli o meno, se partecipare, e in che modo, al loro sforzo o meno, ma per commentare un evento, che riassumo brevemente. Mi scuso in anticipo per l'abbondanza di virgolette di questo post, ma evitarle l'avrebbe reso (ancora) più prolisso.
Le assemblee di 'cambiare' avevano deciso di appoggiare la candidatura di Ingroia a certe condizioni, due delle principali erano l'accordo su un rifiuto netto ed incondizionato dell'agenda Monti e quello sulla non candidatura di esponenti di primo piano dei partiti che sostengono lo stesso candidato (Idv, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi). Il 29 dicembre, in un incontro tra i tre delegati di 'cambiare', Ingroia e alcuni delegati dei partiti, il candidato premier ha chiarito che dei partiti verranno tenuti fuori i simboli, ma non i dirigenti (solo Rifondazione si era detta disponibile al passo indietro, se anche gli altri avessero fatto altrettanto), e che non era possibile escludere a priori un'alleanza col PD, che dell'agenda Monti è uno dei principali sostenitori.
In seguito a questa presa di posizione i tre delagati hanno dichiarato che per loro non c'erano le condizioni per l'accordo, ma che avrebbero rimesso la proposta agli 'iscritti' di 'cambiare' (vedi questo articolo di Chiara Sasso). C'è stata una votazione online, di cui non sono riuscito a trovare i risultati esatti ma in cui, dai commenti ritrovati sul sito e in giro per la rete, mi sembra di aver ricostruito che favorevoli all'accordo siano stati il 60% (e comunque sono ragionevolmente certo che siano stati la maggioranza).
Le assemblee di 'cambiare' avevano deciso di appoggiare la candidatura di Ingroia a certe condizioni, due delle principali erano l'accordo su un rifiuto netto ed incondizionato dell'agenda Monti e quello sulla non candidatura di esponenti di primo piano dei partiti che sostengono lo stesso candidato (Idv, Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi). Il 29 dicembre, in un incontro tra i tre delegati di 'cambiare', Ingroia e alcuni delegati dei partiti, il candidato premier ha chiarito che dei partiti verranno tenuti fuori i simboli, ma non i dirigenti (solo Rifondazione si era detta disponibile al passo indietro, se anche gli altri avessero fatto altrettanto), e che non era possibile escludere a priori un'alleanza col PD, che dell'agenda Monti è uno dei principali sostenitori.
In seguito a questa presa di posizione i tre delagati hanno dichiarato che per loro non c'erano le condizioni per l'accordo, ma che avrebbero rimesso la proposta agli 'iscritti' di 'cambiare' (vedi questo articolo di Chiara Sasso). C'è stata una votazione online, di cui non sono riuscito a trovare i risultati esatti ma in cui, dai commenti ritrovati sul sito e in giro per la rete, mi sembra di aver ricostruito che favorevoli all'accordo siano stati il 60% (e comunque sono ragionevolmente certo che siano stati la maggioranza).
6 novembre 2012
Cambiare si può?
Su twitter ho ricevuto un link a questo appello.
Sono fortemente combattuto. Da una parte sono assolutamente convinto che i 'vecchi' partiti, anche quelli che ritengo abbiano ancora una propria dignità, siano strumenti inadatti a fronteggiare l'emergenza che ci sta per arrivare addosso (ripeto, che ci sta per arrivare, quel che è successo finora sono solo le prime, timide avvisaglie, e anche la Grecia non ha ancora visto il peggio), e quindi non chiederei di meglio, però...
Però, vuoi per i nomi dei promotori, vuoi per la genericità (vaghezza?) della proposta "cambiare si può" mi ricorda tanto ALBA, che è stata un lodevole tentativo, ma che a mio giudizio non è riuscita ad attecchire. E non ha attecchito, sempre a mio giudizio, proprio per essere rimasta troppo sul vago.
Insomma, il dilemma è sempre quello, a fare il donchisciotte partendo lancia in resta per ogni causa persa si finisce per non esserci quando servirebbe, a restare fermo pure... per stavolta rinuncio anche adare un'"indicazione di voto", guardate voi nomi e programma (chiamiamolo così). In effetti è già è di più di quanto offra attualmente un qualunque partito, però...
Mentre leggete io cerco di decidere che fare.
Aggiornamento. Ho fatto chiesto un po' di pareri, i miei dubbi non sembrano essere solo miei, anche se con sfumature diverse, in particolare alcuni nomi ricorrenti negli ultimi anni in iniziative magari ldevoli ma mai approdate a nulla (ALBA ma non solo). Inoltre, cosa a cui io non avevo dato peso, più d'uno la presenza di personaggi dello spettacolo richiama una pratica molto in uso ma che fino ad oggi non ha dato buoni risultati. Altre critiche che a me non erano venute in mente erano quella di essere troppo imrovvisata (su questa però ho un'opinione: non lo vedo come un problema serio) e quella di essere Torinocentrica. Nonostante tutto questo qualcuno mi ha detto in fondo la voterebbe.
Io ci penso ancora su, magari datemi una mano
Aggiornamento del 20/12
Oggi i dubbi si sono sciolti grazie a questo post, e in particolare a questo passaggio
D - Farete la corte a Pd e Sel?
R - Loro vogliono il proseguimento dell’agenda Monti. Semmai se ne parla dopo le elezioni.
Con alleati così ogni buona intenzione è vana. Cambiare si può? Per (e quindi con) Paolo Ferrero evidentemente no.
Però, vuoi per i nomi dei promotori, vuoi per la genericità (vaghezza?) della proposta "cambiare si può" mi ricorda tanto ALBA, che è stata un lodevole tentativo, ma che a mio giudizio non è riuscita ad attecchire. E non ha attecchito, sempre a mio giudizio, proprio per essere rimasta troppo sul vago.
Insomma, il dilemma è sempre quello, a fare il donchisciotte partendo lancia in resta per ogni causa persa si finisce per non esserci quando servirebbe, a restare fermo pure... per stavolta rinuncio anche adare un'"indicazione di voto", guardate voi nomi e programma (chiamiamolo così). In effetti è già è di più di quanto offra attualmente un qualunque partito, però...
Mentre leggete io cerco di decidere che fare.
Aggiornamento. Ho fatto chiesto un po' di pareri, i miei dubbi non sembrano essere solo miei, anche se con sfumature diverse, in particolare alcuni nomi ricorrenti negli ultimi anni in iniziative magari ldevoli ma mai approdate a nulla (ALBA ma non solo). Inoltre, cosa a cui io non avevo dato peso, più d'uno la presenza di personaggi dello spettacolo richiama una pratica molto in uso ma che fino ad oggi non ha dato buoni risultati. Altre critiche che a me non erano venute in mente erano quella di essere troppo imrovvisata (su questa però ho un'opinione: non lo vedo come un problema serio) e quella di essere Torinocentrica. Nonostante tutto questo qualcuno mi ha detto in fondo la voterebbe.
Io ci penso ancora su, magari datemi una mano
Aggiornamento del 20/12
Oggi i dubbi si sono sciolti grazie a questo post, e in particolare a questo passaggio
D - Farete la corte a Pd e Sel?
R - Loro vogliono il proseguimento dell’agenda Monti. Semmai se ne parla dopo le elezioni.
Con alleati così ogni buona intenzione è vana. Cambiare si può? Per (e quindi con) Paolo Ferrero evidentemente no.
26 ottobre 2012
Primarie, politiche e orizzonti
La settimana scorsa su twitter ho avuto una piccola discussione con i 99 posse, partendo da un loro tweet che diceva
Cari rivoluzionari da tastiera, in attesa della rivoluzione d' ottobre @NichiVendola premier non sarebbe affatto male. Preferite #Renzi?
La mia replica è stata
.@99Posse @NichiVendola premier sarebbe un po' meno peggio di Renzi. Ma pensare un po' più a lungo termine?
Da qui è partita la discussione, visto però che su twitter la sintesi a volte aiuta ma a volte intralcia cerco di argomentare un po' meglio. So di farlo con un certo ritardo, ma il tempo è sempre scarso.
Cari rivoluzionari da tastiera, in attesa della rivoluzione d' ottobre @NichiVendola premier non sarebbe affatto male. Preferite #Renzi?
La mia replica è stata
.@99Posse @NichiVendola premier sarebbe un po' meno peggio di Renzi. Ma pensare un po' più a lungo termine?
Da qui è partita la discussione, visto però che su twitter la sintesi a volte aiuta ma a volte intralcia cerco di argomentare un po' meglio. So di farlo con un certo ritardo, ma il tempo è sempre scarso.
26 settembre 2012
Bavagli
Maria Dolores Cospedal, segretario del partito ppolare spagnolo, spagnolo, commentando la manifestazione di ieri a Madrid ha dichiarato che si trattava di “un tentativo di mettere un bavaglio alla società spagnola”, paragonandolo al tentativo di golpe militare del 23 febbraio 1981, in cui la 'guardia civil' entrò in armi nel parlamento.
La mancanza di senso del ridicolo della Cospedal, che non rileva l'incoerenza del fatto che quei corpi che nell'81 assaltavano il parlamento ora malmenano cittadini disarmati agli ordini del governo del suo partito, è evidente e ha l'effetto di evidenziare il trucco retorico. Che non è solo suo, ma anzi è così usato da poter dire che sia di moda.
La mancanza di senso del ridicolo della Cospedal, che non rileva l'incoerenza del fatto che quei corpi che nell'81 assaltavano il parlamento ora malmenano cittadini disarmati agli ordini del governo del suo partito, è evidente e ha l'effetto di evidenziare il trucco retorico. Che non è solo suo, ma anzi è così usato da poter dire che sia di moda.
22 settembre 2012
Trasloco
Sto iniziando a spostare su questo blog la mia produzione letteraria che era sul vecchio sito. Man mano la vedrete comparire nel menù in alto. Per ora sto creando solo i link, poi sposterò anche i testi.
Buona lettura!
20/2/13: L'esperimento non mi sembra riuscito, troppo scomodo. I testi ritornano su http://narrare.altervista.org/
Buona lettura!
20/2/13: L'esperimento non mi sembra riuscito, troppo scomodo. I testi ritornano su http://narrare.altervista.org/
20 settembre 2012
Serve pazienza
La notizia la potete leggere in molti posti in rete (ad esempio qui testo ed audio): in Francia un gruppo di studiosi indipendenti ha condotto in segreto un test di lungo periodo (due anni anzichè i novanta giorni obbligatori per protocollo) sul mais OGM Monsanto, arrivando ad affermare che sul lungo periodo è tossico e causa tumori.
Bene che si sia scoperto, meglio se verranno presi a breve provvedimenti per metterlo al bando, ma il punto centrale è un altro.
I risultati degli studi a 90 giorni sul mais Monsanto non vengono messi in discussione da questa nuova ricerca, nessuno ipotizza che siano stati falsificati o condotti senza rispettare i protocolli, quello che ci dice la nuova ricerca è che 90 giorni non bastano per stabilire se un prodotto (un cibo, una medicina,ma anche altre categorie merceologiche) ha o meno effetti dannosi.
Bene che si sia scoperto, meglio se verranno presi a breve provvedimenti per metterlo al bando, ma il punto centrale è un altro.
I risultati degli studi a 90 giorni sul mais Monsanto non vengono messi in discussione da questa nuova ricerca, nessuno ipotizza che siano stati falsificati o condotti senza rispettare i protocolli, quello che ci dice la nuova ricerca è che 90 giorni non bastano per stabilire se un prodotto (un cibo, una medicina,ma anche altre categorie merceologiche) ha o meno effetti dannosi.
7 settembre 2012
Come si discute su twitter?
Riprendo il discorso fatto in un post precedente ( 'To tweet or not to tweet' ) per aggiornarlo.
L'argomento è l'utilità dell'essere su twitter. Quanto, in questo modo si riesca ad informarsi, e quanto a comunicare, non necessariamente nel senso di convincere qualcuno delle proprie idee, ma almeno del 'forzarlo' a riconsiderare le sue alla luce di nuovi elementi.
Sarà perchè nella giornata ho avuto cattivi esempi di comunicazione come quelli raccolti in questo frettoloso storify, ma francamente le discussioni su twitter ormai mi sembra rientrino sempre più in due sole categorie: i discorsi tra amici e quelli tra sordi. La possibilità di una discussione basata su argomenti e non su trucchi retorici mi pare sempre più lontana. Continuo a twittare e re-twittare, ma dubito che quel che scrivo arrivi a fermarsi nel pensiero di qualcuno che non era già in partenza daccordo con me.
Pessimismo? Depressione postferie? Valutazione sbagliata perchè basata su un confronto con professionisti della comunicazione che non rispecchiano l'utente medio di twitter? Spero di si, così magari passa, per il momento sto ri-valutando la conclusione del post di cui parlavo sopra.
L'argomento è l'utilità dell'essere su twitter. Quanto, in questo modo si riesca ad informarsi, e quanto a comunicare, non necessariamente nel senso di convincere qualcuno delle proprie idee, ma almeno del 'forzarlo' a riconsiderare le sue alla luce di nuovi elementi.
Sarà perchè nella giornata ho avuto cattivi esempi di comunicazione come quelli raccolti in questo frettoloso storify, ma francamente le discussioni su twitter ormai mi sembra rientrino sempre più in due sole categorie: i discorsi tra amici e quelli tra sordi. La possibilità di una discussione basata su argomenti e non su trucchi retorici mi pare sempre più lontana. Continuo a twittare e re-twittare, ma dubito che quel che scrivo arrivi a fermarsi nel pensiero di qualcuno che non era già in partenza daccordo con me.
Pessimismo? Depressione postferie? Valutazione sbagliata perchè basata su un confronto con professionisti della comunicazione che non rispecchiano l'utente medio di twitter? Spero di si, così magari passa, per il momento sto ri-valutando la conclusione del post di cui parlavo sopra.
16 luglio 2012
Non avete scampo
Sono giorni difficili, dopo che venerdì la magistratura ha confermato quanto improprio sia l'uso del termine 'giustizia' per riferirsi ad essa (parlo ovviamente di questa vergognosa sentenza, a proposito della quale vi propongo questa analisi di Wu Ming 4).
Sono giorni difficili, e in giorni simili si cerca conforto un po' ovunque. Probabilmente vi sembrerà paradossale ma io la trovo in questa notizia (a scanso di equivoci, guardo alla notizia non per quanto comporta per i corridori, ma per quanto comporta per l'azienda Tour, alla disperata ricerca di una rinnovata credibilià che, anche per via di episodi come questo, non pare riuscire a ritrovare).
Sono giorni difficili, e in giorni simili si cerca conforto un po' ovunque. Probabilmente vi sembrerà paradossale ma io la trovo in questa notizia (a scanso di equivoci, guardo alla notizia non per quanto comporta per i corridori, ma per quanto comporta per l'azienda Tour, alla disperata ricerca di una rinnovata credibilià che, anche per via di episodi come questo, non pare riuscire a ritrovare).
6 luglio 2012
La cancellieri sembra confusa
Il ministro dell'interno Annamaria Cancellieri commenta le sentenze del processo Diaz (le citazioni riportate nel seguito sono presa da In qui)
La dichiarazione che apre l'articolo è ottima, e penso che ogni italiano dovrebbe sottoscriverla "Il G8 di Genova è una pagina dolorosa per la polizia e questo mi ferisce. Ho visto come tutti le immagini di quello che è successo all'interno della Diaz e posso dire che non condivido nulla di quell'operazione. Di fronte a errori gravi è giusto che i responsabili ne subiscano le conseguenze". Benissimo.
Poi il ministro passa a considerazioni più opinabili, ma tuttavia legittime "questa non può diventare la condanna di tutte quelle migliaia di uomini e donne che ogni giorno, indossando una divisa, fanno il proprio dovere". In ogni caso anche chi non è daccordo non può non pensare che il suo ruolo le imponga una difesa d'ufficio di un'istituzione (la polizia di stato) di cui è responsabile.
Un po' oltre però viene una una terza dichiarazione, in relazione al fatto che i condannati dovranno essere interdetti dai pubblici uffici per cinque anni, e quindi rimossi dai loro incarichi, dice che questo costerà alla polizia un prezzo altissimo "perché perdiamo alcuni nostri uomini migliori". E qui non capisco.
Uomini condannati per aver mentito allo stato e aver fabbricato prove false per coprire i gravissimi reati commessi durante un'operazione da loro voluta e diretta sarebbero gli uomini migliori? Io non ho conoscenza dell'ambiente e non posso dire se il ministro abbia ragione, ma se dei criminali sono gli uomini migliori della nostra polizia come può il ministro chiederci di aver fiducia in essa?
La dichiarazione che apre l'articolo è ottima, e penso che ogni italiano dovrebbe sottoscriverla "Il G8 di Genova è una pagina dolorosa per la polizia e questo mi ferisce. Ho visto come tutti le immagini di quello che è successo all'interno della Diaz e posso dire che non condivido nulla di quell'operazione. Di fronte a errori gravi è giusto che i responsabili ne subiscano le conseguenze". Benissimo.
Poi il ministro passa a considerazioni più opinabili, ma tuttavia legittime "questa non può diventare la condanna di tutte quelle migliaia di uomini e donne che ogni giorno, indossando una divisa, fanno il proprio dovere". In ogni caso anche chi non è daccordo non può non pensare che il suo ruolo le imponga una difesa d'ufficio di un'istituzione (la polizia di stato) di cui è responsabile.
Un po' oltre però viene una una terza dichiarazione, in relazione al fatto che i condannati dovranno essere interdetti dai pubblici uffici per cinque anni, e quindi rimossi dai loro incarichi, dice che questo costerà alla polizia un prezzo altissimo "perché perdiamo alcuni nostri uomini migliori". E qui non capisco.
Uomini condannati per aver mentito allo stato e aver fabbricato prove false per coprire i gravissimi reati commessi durante un'operazione da loro voluta e diretta sarebbero gli uomini migliori? Io non ho conoscenza dell'ambiente e non posso dire se il ministro abbia ragione, ma se dei criminali sono gli uomini migliori della nostra polizia come può il ministro chiederci di aver fiducia in essa?
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